Guida all’eclissi del 12 agosto 2026 dall’Italia
Questa è la guida pratica per il mercoledì 12 agosto 2026 nel Nord Italia. Non promette un’eclissi totale, perché dall’Italia non si vedrà: promette di farti arrivare preparato a un fenomeno che, con il Sole a un soffio dall’orizzonte, si vince o si perde per una scelta di posizione. Tre cose contano, in quest’ordine: la protezione degli occhi, l’orizzonte a ovest-nordovest e l’orario della tua città. Il resto è contorno.
1. Sicurezza oculare: l’unica regola non negoziabile
Partiamo dalla parte che non ammette sfumature. In Italia questa eclissi è parziale dal primo all’ultimo istante: la fotosfera — la superficie incandescente del Sole — resta scoperta per tutto il tempo, anche al massimo, anche a 94,8%. Non esiste nemmeno un secondo in cui sia sicuro guardare a occhio nudo. Questa è la grande differenza rispetto a un’eclissi totale, dove durante (e solo durante) la totalità la protezione si può togliere.
E c’è un’insidia in più, tipica di questo eclissi italiano: il Sole sarà bassissimo e arrossato dal tramonto, quindi sembrerà innocuo. Non lo è. L’arrossamento riduce la luce visibile molto più di quanto riduca l’infrarosso: l’occhio si rilassa, la pupilla si allarga, e la retina — che non ha recettori del dolore — può danneggiarsi senza che tu senta nulla. Il danno da esposizione solare (retinopatia solare) è indolore e può diventare permanente.
Cosa usare
- Occhiali da eclissi certificati con la dicitura EN ISO 12312-2 stampata sulla montatura e la marcatura CE seguita dal codice a 4 cifre dell’organismo notificato. Se sulla montatura non c’è scritto nulla, non usarli.
- Filtro solare certificato davanti all’obiettivo di binocolo, telescopio o fotocamera — mai dietro l’oculare, e mai "gli occhiali da eclissi appoggiati all’occhio mentre guardi nel binocolo": la luce concentrata dall’ottica li brucia in un istante.
- Proiezione a foro stenopeico: un cartoncino con un forellino che proietta l’immagine del Sole su un secondo cartoncino. È il metodo più sicuro in assoluto, è gratis, funziona benissimo con i bambini e permette di vedere la falce senza guardare il Sole.
Cosa NON usare, mai
Occhiali da sole (nemmeno sovrapposti), vetri affumicati, lastre radiografiche, dischetti CD o DVD, pellicole fotografiche, filtri polarizzatori, maschere da saldatore di grado inferiore al 14, vetri di bottiglia. Sono tutti rimedi da leggenda metropolitana: lasciano passare l’infrarosso e la componente ultravioletta.
L’elenco internazionale dei produttori e rivenditori di occhiali verificati è pubblicato dall’American Astronomical Society: eclipse.aas.org/eye-safety/viewers-filters . Le indicazioni ufficiali di osservazione sicura in spagnolo (le stesse valgono ovunque) sono su eclipses.ign.es. La nostra checklist anticontraffazione in 6 punti è nella guida agli occhiali.
2. Il giorno passo per passo
Gli orari qui sotto sono quelli reali di Milano, la città più grande dell’area che copriamo: fase parziale dalle 19:27, massimo alle 20:20 con il 92,4% del Sole coperto, tramonto — ancora eclissato — alle 20:35: in tutto 68 minuti di spettacolo visibile. Nelle altre città cambia poco: qualche minuto in più o in meno. Trovi gli orari esatti della tua nella classifica delle 60 località o direttamente sulla sua pagina.
- 18:28
Un’ora prima: sei già sul posto
Non arrivare all’ultimo. Con il Sole così basso, il punto di osservazione va verificato con calma: sali, guarda dove il Sole sta scendendo e, se un edificio o un crinale ti taglia la vista, hai ancora il tempo di spostarti di qualche centinaio di metri. È l’unico margine di errore che avrai.
- 19:27
Primo contatto: la Luna tocca il Sole
Comincia la fase parziale. A occhio nudo non si nota nulla: serve guardare con gli occhiali certificati per vedere la prima piccola tacca sul bordo del disco. Da qui in poi non si torna più indietro — la protezione resta addosso per tutta la sera.
- 19:54
A metà strada: il morso diventa evidente
Con gli occhiali il Sole è ormai una mezzaluna spessa. A occhio nudo la luce continua a sembrare quella di una normale sera d’agosto: è il momento in cui molti pensano che non stia succedendo niente. Sta succedendo — semplicemente il nostro occhio compensa benissimo un calo di luce graduale.
- 20:20
Massimo: 92,4% del Sole coperto
A Milano è il picco: magnitudine 0,9332, con il Sole a soli 1,6° sull’orizzonte. Se hai un orizzonte pulito, questa è la fotografia della serata: una falce sottile, arancione, appoggiata sul profilo delle case o sui monti.
- 20:35
Tramonto, con il Sole ancora eclissato
La fase parziale non finisce: finisce la visibilità. Il Sole scende sotto l’orizzonte mentre è ancora morso dalla Luna. È il dettaglio che rende questo eclissi diverso da tutti gli altri visti dall’Italia negli ultimi anni — e vale per tutte le località del Nord.
Un dettaglio che sorprende chi non ha mai visto un’eclissi parziale profonda: il calo di luce si nota molto meno di quanto ci si aspetti. L’occhio umano si adatta in modo logaritmico, e qui per giunta il fenomeno cade dentro un tramonto, che di suo abbassa già la luce. Non aspettarti il buio: aspettati un tramonto strano, con il Sole ridotto a una falce.
3. Scegliere il punto: l’orizzonte è tutto
Se leggi una sola sezione di questa guida, leggi questa. Al massimo dell’eclissi il Sole sarà fra -0,8° e 2,9° sopra l’orizzonte. Per avere un’idea concreta: il disco del Sole misura circa mezzo grado, quindi si parla di due, tre, al massimo sei dischi solari di margine. In 15 delle 60 località il centro del disco al massimo è già sotto l’orizzonte geometrico e resta visibile solo grazie alla rifrazione atmosferica. Tradotto: qualunque ostacolo verso ovest-nordovest ti fa perdere tutto.
Dove funziona
- La costa ligure e tirrenica. Guarda verso ovest e sud-ovest, su mare aperto: è l’orizzonte più pulito che esista. Non a caso le prime posizioni della classifica sono qui — Sanremo è la località più coperta del dataset (94,8%, massimo alle 20:23).
- La sponda orientale dei grandi laghi. Da Maggiore, Como, Iseo e Garda guardati verso ovest hai chilometri d’acqua e nessun edificio davanti: è la versione lombarda dell’orizzonte marino.
- La Pianura Padana aperta. Argini, campi larghi, rilevati: da Torino a Venezia il problema non sono i rilievi ma le case e i filari di pioppi. Basta allontanarsi dal centro abitato.
- Colline e prealpi, ma dal lato giusto. Un balcone naturale rivolto a ovest (Langhe, Monferrato, colline moreniche, Colli Euganei) è ideale. Un crinale che ti sta davanti, no.
Dove non funziona
- La costa adriatica. È il tranello più grosso: guarda a est, quindi al tramonto il Sole ti sta alle spalle, dietro la terraferma. Per Rimini, Venezia o Trieste la spiaggia è il posto sbagliato: cerca un punto rialzato o aperto verso l’entroterra.
- Le valli alpine strette. Ad Aosta il Sole al massimo è a 2,9°, il valore più alto del dataset — e non serve a niente se hai duemila metri di montagna esattamente nella direzione del tramonto. In montagna bisogna salire su una cresta o su un versante esposto a ovest, non restare sul fondovalle.
- Il centro storico di qualsiasi città. Con il Sole a uno o due gradi, basta un palazzo di quattro piani a duecento metri.
Il trucco che costa zero: nei giorni precedenti, vai sul posto alla stessa ora e guarda dove tramonta il Sole. A metà agosto la posizione del tramonto si sposta di pochissimo giorno per giorno: quello che vedi il 9 o il 10 agosto è praticamente quello che vedrai il 12. È la verifica più affidabile che esista, e non richiede nessuna app.
Aggiungi una considerazione onesta sul cielo: agosto in pianura significa spesso foschia sull’orizzonte, e la foschia con il Sole a un grado è micidiale. Un punto anche solo cento metri più in alto della pianura circostante spesso basta per uscirne. La previsione specifica va guardata nei giorni precedenti — noi non pubblichiamo medie climatiche spacciate per previsioni.
4. Cosa portare (e cosa lasciare a casa)
- Occhiali certificati per tutti, più due o tre di scorta: si graffiano, si perdono, e c’è sempre qualcuno che arriva senza.
- Un binocolo con filtro solare certificato davanti alle lenti, se ce l’hai. Senza filtro, lascialo in macchina: è l’oggetto più pericoloso della borsa.
- Un cartoncino con un forellino per la proiezione: costa nulla e diverte più di quanto sembri.
- Acqua e qualcosa da mangiare: fra arrivo e tramonto passeranno due o tre ore.
- Una torcia o frontale: dopo il tramonto il buio arriva in fretta, e il rientro al parcheggio è al buio.
- Lascia a casa l’idea di guardare "solo un attimo" senza protezione, e i filtri fai-da-te.
La notte del 12 agosto 2026 coincide inoltre con il massimo delle Perseidi: dopo il tramonto eclissato, il cielo resta interessante (fonte: IGN).
5. Fotografare un Sole a falce che tramonta
La buona notizia: la scena migliore di questo eclissi italiano è anche la più fotogenica. Un Sole ridotto a falce, arancione, che si appoggia su un profilo di monti, su un campanile o sul mare, è un’immagine che con un’eclissi totale non ottieni (lì il Sole è nero e il cielo scuro). Qui il paesaggio resta parte della foto.
- Il filtro va davanti all’obiettivo, sempre, finché il Sole è alto e luminoso. Il sensore si brucia come la retina.
- Componi con qualcosa davanti. Un teleobiettivo su un Sole isolato dà un dischetto anonimo: cerca un riferimento terrestre (crinale, albero, edificio) alla giusta distanza.
- Prepara l’inquadratura in anticipo, nei giorni prima e alla stessa ora: quando il Sole è a un grado, non hai tempo di cercare l’angolo.
- Treppiede: con il filtro davanti i tempi si allungano parecchio.
6. La trasferta: dove l’eclissi è davvero totale
Questa è la raccomandazione che mettiamo per prima quando qualcuno ci chiede un consiglio sincero: se puoi spostarti il 12 agosto, spostati. Fra un’eclissi parziale al 94,8% e un’eclissi totale non c’è una differenza di grado, c’è una differenza di specie. Nella totalità compare la corona solare, il cielo diventa crepuscolare in pochi secondi, la temperatura scende, si vedono i pianeti — e solo in quei secondi si può guardare senza occhiali. Con il 94% non succede niente di tutto questo.
Il 12 agosto 2026 la fascia di totalità attraversa il nord della Spagna e si spegne sulle Baleari, al tramonto. Dal Nord Italia i punti in totalità più vicini, in linea d’aria da Milano, sono questi:
- Es Mercadal (Illes Balears, Spagna) — 1 min 09 s di totalità alle 20:30, con il Sole a 1,6° · circa 734 km
- Maó-Mahón (Illes Balears, Spagna) — 1 min 13 s di totalità alle 20:30, con il Sole a 1,5° · circa 738 km
- Con una totalità più lunga e il Sole più alto: Vinaròs (Castelló, Spagna) — 1 min 41 s, con il Sole a 4,4° · circa 899 km
Due avvertenze oneste. La prima: anche in Spagna il Sole sarà basso, quindi il criterio dell’orizzonte libero vale identico — e sulle Baleari, dove il Sole è a pochi gradi, serve un orizzonte marino verso ovest-nordovest. La seconda: la fascia attraversa un paese intero e i posti migliori per statistica del cielo non sono sulla costa ma nell’entroterra. Tutto questo è già raccontato, in italiano, nella sezione spagnola del sito: parti da /it/, guarda i borghi migliori e come arrivare. Gli orari sono direttamente confrontabili: la Spagna peninsulare è nello stesso fuso orario dell’Italia.
Se questa vi lascia con la voglia di totalità: il 2 agosto 2027 un’eclissi totale attraverserà il sud della Spagna (Cadice e Málaga) e il Nord Africa, e il 26 gennaio 2028 ci sarà un’eclissi anulare visibile dalla Spagna. Fonte: IGN (eclipses.ign.es).
7. Domande rapide
L’eclissi del 12 agosto 2026 si vedrà dall’Italia?
Sì, ma parziale. Nelle 60 località del Nord Italia che abbiamo calcolato la Luna coprirà fra il 90,4% e il 94,8% del disco solare, con il massimo fra le 20:17 e le 20:23 (ora italiana). La totalità non tocca l’Italia in nessun punto: la fascia passa sul nord della Spagna e finisce sulle Baleari.
Serve una protezione anche se il Sole è basso e rosso?
In Italia questa eclissi è parziale dall’inizio alla fine: non esiste un solo istante in cui si possa guardare il Sole a occhio nudo. Servono occhiali da eclissi con la norma EN ISO 12312-2 stampata e marcatura CE con organismo notificato (codice a 4 cifre), oppure un filtro solare certificato davanti all’obiettivo di binocolo, telescopio o fotocamera. L’elenco dei produttori e rivenditori verificati è pubblicato dall’American Astronomical Society: eclipse.aas.org/eye-safety/viewers-filters.
A che ora devo essere sul posto?
Almeno un’ora prima del primo contatto (a Milano: 19:27). Il motivo non è il traffico ma l’orizzonte: con il Sole a -0,8–2,9° serve tempo per verificare che nulla ti tagli la vista verso ovest-nordovest e, nel caso, per spostarti.
Perché il Sole tramonta prima della fine dell’eclissi?
Perché in Italia l’eclissi cade a fine giornata: la fase parziale inizia fra le 19:25 e le 19:30 e il Sole tramonta fra le 20:17 e le 20:43, quando la Luna sta ancora coprendo una parte del disco. Succede in tutte e 60 le località del dataset.
Conviene spostarsi verso ovest per guadagnare qualche punto?
Quasi mai. Fra la località più coperta (Sanremo, 94,8%) e la meno coperta (Trieste, 90,4%) ballano 4,4 punti percentuali, indistinguibili a occhio nudo. Conviene invece spostarsi di pochi chilometri per trovare un orizzonte ovest-nordovest libero: quello sì che fa la differenza fra vedere l’eclissi e non vederla.
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Tutte le circostanze sono calcolate per le coordinate di ciascuna località con le effemeridi JPL DE440s, la stessa pipeline usata nel resto del sito e confrontata con l’Instituto Geográfico Nacional spagnolo (eclipses.ign.es). Orari in ora locale italiana (CEST, UTC+2). "Fine" indica sempre il tramonto: in tutte le località del Nord Italia il Sole scende sotto l’orizzonte prima che la fase parziale sia conclusa.
Il promemoria dell’eclissi, via email
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